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Bio_modulazioni
Metabiologie












Fiorella Fontana, Senza Titolo, grafite e carboncino su tela


Riccardo Pirovano, Kyoto, intallazione con barile e videoproiezione


Marco Carli Rossi, Sogno di Joung, acquarelli su carta


Enrica Berselli, Geometrie Ponderali (Sarcophaga), rapidograph su carta



BIO_MODULAZIONI suono, biologia, mito
a cura di Giada Lusardi e Andrea Lacarpia
artisti: Enrica Berselli, Marco Carli Rossi, Fiorella Fontana, Riccardo Pirovano
febbraio – marzo 2011
evento promosso dall'Assessorato al Benessere e Creatività Giovanile del Comune di Parma

Bio_modulazioni. Suono, biologia, mito è il titolo della mostra collettiva che si inaugura a Parma nello spazio A.M. di Via della Repubblica il prossimo 26 febbraio. Per la prima volta a Parma un gruppo di artisti legati all’associazione milanese per le arti contemporanee, Imaginabox, espongono nella nostra città come testimoni di una nuova generazione di artisti che si stanno affermando nel mondo dell’arte italiana.
Enrica Berselli, Marco Carli Rossi, Fiorella Fontana e Riccardo Pirovano presentano i loro lavori in una collettiva che ha come tessuto comune la biologia da loro reinterpretata in maniera personale. Gli artisti esprimono questo tema modulandolo e accostandolo ogni volta a concetti differenti, che spaziano dal suono all’organico al mito, esprimendosi con le più svariate tecniche. Interessante osservare come la sensibilità degli artisti selezionati e il loro vissuto personale possa dare vita a realizzazioni così diverse ma soprattutto come siano estremamente distinte le posizioni da cui prendono il via le singole riflessioni sul tema. Si va dagli acquerelli di Marco Carli Rossi alla grafite su tela di Fiorella Fontana, al rapidograph su carta di Enrica Berselli, per terminare con le installazioni polimateriche di Riccardo Pirovano. Ciò che avvicina i quattro artisti non è l’utilizzo di un linguaggio comune quanto la ripresa di un mondo organico dove la dicotomia tra scienza e mito si modula nelle forme del disegno e della scultura. Enrica Berselli ha realizzato appositamente per gli spazi Audiomedica un’opera che si ispira al fregio di Beethoven del 1902 di Gustav Klimt, interpretazione della Nona sinfonia del famoso compositore tedesco.  Riprendendo lo sviluppo orizzontale del fregio che rimanda all’orizzontalità dello spartito musicale, l’artista si serve delle righe pentagrammatiche come ideale e decorativo legante tra le figure antropomorfe e i simboli che invadono lo spazio. Nelle altre opere esposte, dalla serie Geometrie ponderali, il corpo umano è immerso completamente in elementi naturali e simbolici che ne inibiscono la sensibilità ma ne attivano al tempo stesso le potenzialità insite nella sfera psicologica. Un’altra contaminazione del biologico con il tema del suono è visibile nell’opera Kyoto dell’artista milanese Riccardo Pirovano, selezionato per la sezione sculture del Premio Celeste 2009. L’artista presenta l’installazione di un grosso barile di ferro un tempo contenente petrolio e oggi trasformato da Pirovano in metafora del degrado del pianeta dove il problema della futura scomparsa dell’acqua è rievocato da una “goccia infinita” della quale ormai si percepisce solo il suono ripetitivo e costante che nella sua monotonia induce lo spettatore alla riflessione. La passione di Pirovano per il biologico si esprime attraverso opere che inglobano in colate di resina insetti recuperati da antichi insettari che riportano alla volontà sempre insita nell’uomo di catalogazione della natura. Qui di nuovo l’umanità è presente, un uomo catalogatore che sente la necessità di schedare e quindi razionalizzare un mondo che ai suoi occhi continua a sfuggirgli. Questa incapacità dell’uomo di dominare completamente il mondo naturale è espresso da Pirovano con l’inserimento di elementi discordanti che ne spezzano l’armonia e ne evidenziano i limiti intrinseci dovuti al costante rinnovamento delle forme organiche. Fiorella Fontana, selezionata per il Premio Italian Factory 2008 e il Premio Arte Laguna 2009, affronta il tema della mostra affiancando alla tematica del biologico quella del mito, un mito attualizzato. Nelle sue opere il concetto di Biomodulazione è espresso attraverso la ripresa di figure antropomorfe e soggetti dall’ambigua e animalesca fisionomia: il capro per esempio ritorna spesso nei suoi disegni insieme a figure nelle quali animalità e umanità si fondono in un ancestrale equilibrio. Tutto questo è realizzato servendosi di un’immagine dai contorni sfumati ottenuta con una gestualità quasi ossessiva che interviene sul supporto della tela. Anche Marco Carli Rossi si avvicina al tema della mostra affiancandolo a quello del mito. Il suo intento è proporre una propria mitologia illustrata attraverso le immagini che realizza con macchie caotiche e multicolori, liquide e luminose. Questa sua volontà nasce dalla necessità di rielaborare i concetti della biologia conosciuta per ripresentarli nelle sembianze di opere “mute” ma che nella loro tacita presenza sono in grado di esprimere un loro personale suono: “Che si fondino flora e fauna non importa cosa dicono, urlano o cantano, nel loro grido muto che aizza nello stomaco dello spettatore una cacofonia”. Un’opera muta agli occhi dell’artista può così trasformarsi in una sinfonia di suoni molto più intensa di qualsiasi altra forma d’arte, come la musica, il video, tecniche che si rivolgono espressamente al sistema uditivo. Ogni opera ha un ritmo interno e sta allo spettatore decifrarlo.
Un progetto in evoluzione, organico, che vuole coinvolgere lo spettatore e invitarlo a sviluppare, durante il suo personale percorso di visita della mostra, una lettura del tema proposto. Il progetto, infatti, non si esaurisce soltanto nel traguardo di un’esposizione ma si sviluppa attraverso un processo che comprende una serie d’incontri con gli artisti coinvolti per creare insieme una nuova modalità di condivisione del progetto stesso.
La mostra Bio_Modulazioni è un evento promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili e alla Creatività del Comune di Parma.

testo di Giada Lusardi